Piazza Cavallotti: "I centri commerciali risarciscano il centro"
Sabato 10 novembre in Piazza Cavallotti è stata proposta dalle forze antagoniste una raccolta firme per chiedere ai grandi poli commerciali (presenti e futuri) un risarcimento al centro cittadino attraverso il finanziamento della riqualificazione della zona del mercato centrale
Sta cambiando il lavoro: alcuni simboli della città come Cantiere Navale, Lips, Delphi hanno chiuso i battenti per fare spazio a Call Center e Centri Commerciali, ormai unici possibili datori di lavoro e unica alternativa al lavoro in nero dilagante.
Chiudono i cinema-teatro storici del centro, come Gran Guardia e Odeon sostituti dall’abbandono e da nuovi parcheggi e centri commerciali.
Chiudono i negozi schiacciati dalla grande distribuzione: i disagi e il malcontento di piazza Cavallotti in questi ultimi giorni sono un esempio.
Le case sfitte sono sempre di più ma i palazzi in costruzione aumentano di giorno in giorno e altri vengono progettati: pensiamo Porta a mare, Porta a Terra e all’ultimo arrivato, il Nuovo Centro, un altro pezzo di città regalato dall’amministrazione ad un privato (Fremura).
Il centro “storico” viene man mano svuotato per spostare la vita sociale in nuovi luoghi di solo consumo. Il futuro che vediamo è fatto di strade del centro deserte, crisi economica, precarietà e indebitamento crescente. Oltre a questo, la grande distribuzione commerciale mentre da un lato spinge le nuove generazioni a inseguire lo status symbol del costoso prodotto griffato, dall’altro offre ai giovani pochi posti di lavoro precari e sottopagati.
Le politiche territoriali insomma sembrano dettate più dai grandi investitori (Azimut-Benetti, IDG, Unicoop Tirreno, Gruppo Fremura, e in futuro Esselunga o Ikea) che dall’amministrazione comunale, che ha lasciato loro il campo libero.
Di certo poi a rimanere esclusi dal processo decisionale sono stati i livornesi, spettatori passivi della deriva della loro vita e della loro città.
La paura, la sicurezza e la legalità vengono quindi utilizzati per governare il malcontento e per distrarre i livornesi dai loro veri problemi, ovvero arrivare a fine mese, pagare gli affitti arrivati a cifre vergognose e costruirsi un futuro che non sia solo lavoro nero, rispondere ad un telefono al Call Center o stare alla cassa di uno degli innumerevoli centri commerciali.
Tornare indietro però sembra improbabile. Per questa ragione i livornesi devono essere almeno risarciti, perché Livorno è dei livornesi.
Per questo oggi scendiamo in piazza in uno dei luoghi simbolo della vita in città per chiedere che:
- Il consorzio del Parco Commerciale Porta a Terra (Euronics, Scarpamondo, Castorama, Medusa, Fonti del Corallo)
- Gilberto Coffari, presidente di Immobiliare Grande Distribuzione (IDG), società proprietaria del patrimonio immobiliare a Porta a Terra di Coop-Unicoop Tirreno nonchè detentrice dell’80% di Porta a Mare grazie ad un accordo con Azimut Benetti (nel progetto c’è la creazione di spazi commerciali in quell’area).
- Marco Lami, presidente di Coop-Unicoop Tirreno s.c.rl. (Ipercoop di Porta a Terra)
- Marcello Fremura, presidente del Gruppo Fremura, che ha acquisito come risarcimento dal Comune le aree del Nuovo Centro
- Bernardo Caprotti, presidente di Esselunga e l’amministratore delegato di Ikea Italia Roberto Monti, le cui aziende potrebbero insediarsi nel futuro centro commerciale di Nuovo Centro
Risarciscano la collettività per i danni arrecati attraverso donazioni al Comune di Livorno per la realizzazione di opere pubbliche per il miglioramento dei servizi, della vivibilità e della fruibilità del centro, nello specifico per Piazza Cavallotti, Via Buontalenti, Via del Giglio e limitrofi.
Forze antagoniste livornesi
http://www.petitiononline.com/xlivorno/petition.html
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