Il Refugio risponde a Marco Conte (Vertigo) sulla polemica riguardo a Effetto Venezia.
Abbiamo letto qualche giorno fa la sua lettera sul Tirreno riguardante l’Associazione Vertigo e la manifestazione Effetto Venezia. Prima di tutto le vogliamo dire che condividiamo con lei le critiche sulla gestione della festa da parte dell’Amministrazione Comunale.Noi come spazio sociale autogestito pensiamo che sia giusto coinvolgere all’interno di una manifestazione di tale importanza tutte quelle realtà culturali e artistiche che operano in città e nel quartiere. Siamo convinti altresì che la migliore soluzione a questo problema sia appunto quella di autorganizzarsi e costruire percorsi che portino a questo. Nelle prime righe della sua lettera ha già fatto un errore: il Vertigo, (fortunatamente per il quartiere) non è più l’unica realtà teatrale della Venezia. Da alcuni mesi, infatti, è nato un nuovo teatro all’interno dell’Officina Sociale Refugio, un teatro che ha già riscosso molto successo. A differenza vostra, noi non siamo abituati ad elemosinare niente, nè con la forza, nè con l’arroganza, ma piuttosto con olio di gomito e duro lavoro abbiamo risistemato completamente uno spazio da anni ABBANDONATO dal Comune.
Tutto questo senza mai chiedere finanziamenti o aiuti esterni. La nostra legittimità di fronte alla città nasce proprio da questo. Abbiamo ridato vita ad uno spazio, lo abbiamo costruito tutti i giorni, togliendolo dall’abbandono e dal degrado. E’ proprio questo che ci dà la forza per poter essere presenti nel quartiere e proporre le nostre iniziative, che rimangono totalmente pubbliche e gratuite…
Officina Sociale Refugio
«Vertigo fuori da Effetto Venezia, il nostro quartiere»
polemiche ed una volta ai rigori, poi sempre eliminati.
Così noi della Vertigo. Siamo l’unica realtà culturale di stampo teatrale
residente nel quartiere, da noi scelto proprio per Effetto Venezia e non
veniamo mai coinvolti, non solo: non ci viene chiesta collaborazione né dalla
Circoscrizione né dal Comune. Non è che ci manchi il lavoro durante l’anno,
grazie a Dio la nostra attività ci permette con orgoglio lo dico, di
autofinanziarci così da pagare i costosi affitti dei nostri locali che al
contrario di altre realtà non abbiamo occupato con la forza né l’arroganza.
Purtroppo a parte alcune apparizioni, negli 11 anni di presenza nel quartiere
nessuno ritiene di dover far partecipare la Vertigo alla manifestazione
principe dell’estate. Eppure autorevoli strutture come La Fondazione Teatro
Goldoni da tempo si è accorta di noi e vi è una eccellente collaborazione. Ma
forse è per questo? Forse vige ancora la solita annosa e ritrita mentalità
livornese del."deh’un vorrete mi’a fa tutto voi!?".
Infatti non vogliamo fare tutto noi, e ci mancherebbe! Siamo tra coloro che
hanno sempre sostenuto che in città vi siano tante ed eccellenti realtà
artistiche e che vadano valorizzate! Ed infatti durante Effetto Venezia vengono
valorizzate, tranne noi che pur residenti nel cuore del quartiere non veniamo
considerati, tanto che siamo quasi tentati, ma non so se lo faremo, di
organizzare un programma alternativo al nostro interno (ci s’ha l’aria
condizionata a palla se si vuole) al fine di attirare l’attenzione sul nostro
locale chiamando l’iniziativa "In effetti siamo in Venezia".
Mi immagino già la reazione: proponete qualcosa! Vi assicuro che abbiamo
provato e ci sono state chieste cassette e Dvd degli spettacoli come se fossimo
gli ultimi arrivati: i bimbi di bottega. Il nostro curriculum visitabile sul
sito www.marcoconte.it è di tutto rispetto! Mi viene il sospetto che ci siano
allora altre ragioni che esulano dalla sfera artistica che se confermate mi
farebbero tanta tristezza! Ma siccome sono uno che rifugge la tristezza, auguro
a tutti gli amici artisti livornesi un buon Effetto Venezia e a coloro che la
organizzano un buon lavoro e i migliori successi! Noi ce ne staremo ancora alla
finestra a guardare. Forse…!






























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