
Blind Willie Johnson - Malasemenza
NON HO PROSPETTIVE
Blind Willie Johnson è un gruppo di giovani attori che si è costituito sull’onda della partecipazione ad un laboratorio di Gaetano Ventriglia sull’ Amleto : “il lavoro dell’attore attraverso l’Amleto di Shakespeare”.
L’Amleto per noi è una possibilità di deflagrazione del mondo interiore dell’attore, un percorso, per quanto accidentato, seguendo il quale l’attore può ri-trovare le proprie risorse più vere e forti, il proprio coraggio.
Amleto, come l’attore, è di fronte ad un limite, un confine, una scelta radicale.
Ci vuole coraggio, bisogna passare attraverso la morte.
Noi, intanto, durante il lavoro siamo passati attraverso tre stazioni: Non essere! ;Qualcosa che non si può mostrare ; Essere (un teatro). Le tre stazioni non sono soltanto fasi cronologiche del lavoro svolto e dell’indagine del testo, ma sono proprio quella luce che l’attore in scena porta con sè.
Il tragicomico è l’unico bagaglio che serve in questo viaggio, non in quanto sovrastruttura registica, ma come strategia insita nel testo di Shakespeare : testo in cui il teatro è uno strumento di smascheramento dei meccanismi idioti della vita e delle sue meschine non-verità. Il quinto atto dell’Amleto è una farsa, avrebbe potuto scriverla Eduardo Scarpetta.
Del gruppo fanno parte gli attori : Claudio Alfaroli, Francesco Cortoni, Giulia Filacanapa, Jonathan Freschi.
Il progetto
“ma io ho qualcosa dentro che non si può mostrare”, così dice Amleto, contrapponendosi al teatro della finzione che è la vita “ufficiale”. Solo un attore coraggioso può davvero avere pudore, che è l’esatto contrario della vergogna.
Il senso del progetto, oltre ciò che si è detto fino ad ora, sta dunque non in una “rivisitazione” del testo shakaespeariano, ma in una sua “visitazione”, con coraggio e con pudore.
Di cosa parla davvero l’Amleto? Cos’è il non essere? Cos’è la morte? Cos’è il teatro e perché è così straordinariamente importante in questo testo (più ancora che in altri testi shakespeariani)? Che vuol dire che Amleto è un attore? Cosa mai è un attore? In che casino ci siamo cacciati. Ma bisogna rischiare il fallimento.
Lavoriamo sia in modo libero (sulla base di quello che per noi è il senso del testo), liberando l’elemento fantastico-emotivo e la carica anarchica e rigorosa degli attori, sia lavorando su alcune scene integrali del testo, non cambiandone una virgola. Due modalità diverse dunque, ma con una stessa condizione interiore.
Ci interessa non la dimensione psicologica dei personaggi, ma il loro senso esistenziale, la loro crisi, il loro destino (compreso già nella condizione esistenziale), la loro portata tragicomica.
Ci interessa più comprendere che interpretare.
Nota a margine :
Blind Willie Johnson non è la marca di un dentrificio per ciechi: lui è stato un bluesman nero americano degli anni ’20, fu accecato dalla seconda moglie di suo padre a quattro anni per vendetta, era un genio, suonava la chitarra con un coltello come slide per le strade per vivere, lui prese la polmonite, ma nessun ospedale prese lui perché negro e morì così.
Una sua canzone, “Dark was the night, cold was the ground” è stata spedita nello spazio come testimonianza della civiltà umana.






























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