Piazzale Cristian Bartoli (Zona Tre Ponti): perchè siamo tutti contrari al Rigassificatore.

SABATO 30 GIUGNO - ORE 21,30
TRIO DE JANEIRO AO VIVO
TEATROFFICINAREFUGIO
Scali del Refugio, 8
Quartiere Venezia - LI
Ingresso: 5 euro
Trio De Janeiro, alle origini della musica brasiliana: serata molto particolare dove tre musicisti (Andrè Luiz Costa Lomi al mandolino e alla zabumba, Chico Seis Cordas alla chitarra e Matteo Do Pandeiro alle percussioni) ci guideranno alla scoperta del "choro", musica un tempo molto popolare, andata fuori moda a metà degli anni cinquanta, di difficile ascolto se non in Brasile per tutti i sessanta, rinata poi con nuovi artisti e nuova linfa negli anni settanta, basata sull’improvvisazione, sui ritmi del samba e della bossanova. Il termine "choro" significa "piangere", significato che sembrerebbe ironico per questo tipo di musica così giocosa e celebrativa, in realtà il termine si riferisce alle capacità degli strumenti di riprodurre una sorta di lamento. Il concerto esplorerà oltre al "choro" anche il "forrò", musica tradizionale del sertào del nord-est, molto simile al reggae giamaicano.

O BRASIL DO BRASILEIROS - Mostra fotografica di Federico de Paola
29/30 giugno 07 - orario apertura (19 - 22)
Info: federicodepaola@yahoo.it
Per vedere altre foto: luacheiavisioni
Inaugurazione venerdì 29 giugno ore 19, all’ora dell’aperitivo, negli spazi del
TEATROFFICINA REFUGIO
Scali del Refugio, 8
Quartiere Venezia - LIVORNO
Per la seconda edizione di "Tirate sull’Artista", i premi si fanno succulenti. E’ stato deciso infatti il primo premio:una cena per due al Ristorante "Le Scuderie" di Livorno, in Via dei Condotti Vecchi, dove si mangia parecchio bene. Vi ricordiamo che le iscrizioni sono ancora aperte,la durata dell’esibizione è di "soli 2 minuti" e basta telefonare al 328 1152779 per essere inseriti in scaletta.

Blind Willie Johnson - Malasemenza
NON HO PROSPETTIVE
Blind Willie Johnson è un gruppo di giovani attori che si è costituito sull’onda della partecipazione ad un laboratorio di Gaetano Ventriglia sull’ Amleto : “il lavoro dell’attore attraverso l’Amleto di Shakespeare”.
L’Amleto per noi è una possibilità di deflagrazione del mondo interiore dell’attore, un percorso, per quanto accidentato, seguendo il quale l’attore può ri-trovare le proprie risorse più vere e forti, il proprio coraggio.
Amleto, come l’attore, è di fronte ad un limite, un confine, una scelta radicale.
Ci vuole coraggio, bisogna passare attraverso la morte.
Noi, intanto, durante il lavoro siamo passati attraverso tre stazioni: Non essere! ;Qualcosa che non si può mostrare ; Essere (un teatro). Le tre stazioni non sono soltanto fasi cronologiche del lavoro svolto e dell’indagine del testo, ma sono proprio quella luce che l’attore in scena porta con sè.
Il tragicomico è l’unico bagaglio che serve in questo viaggio, non in quanto sovrastruttura registica, ma come strategia insita nel testo di Shakespeare : testo in cui il teatro è uno strumento di smascheramento dei meccanismi idioti della vita e delle sue meschine non-verità. Il quinto atto dell’Amleto è una farsa, avrebbe potuto scriverla Eduardo Scarpetta.
Del gruppo fanno parte gli attori : Claudio Alfaroli, Francesco Cortoni, Giulia Filacanapa, Jonathan Freschi.
Il progetto
“ma io ho qualcosa dentro che non si può mostrare”, così dice Amleto, contrapponendosi al teatro della finzione che è la vita “ufficiale”. Solo un attore coraggioso può davvero avere pudore, che è l’esatto contrario della vergogna.
Il senso del progetto, oltre ciò che si è detto fino ad ora, sta dunque non in una “rivisitazione” del testo shakaespeariano, ma in una sua “visitazione”, con coraggio e con pudore.
Di cosa parla davvero l’Amleto? Cos’è il non essere? Cos’è la morte? Cos’è il teatro e perché è così straordinariamente importante in questo testo (più ancora che in altri testi shakespeariani)? Che vuol dire che Amleto è un attore? Cosa mai è un attore? In che casino ci siamo cacciati. Ma bisogna rischiare il fallimento.
Lavoriamo sia in modo libero (sulla base di quello che per noi è il senso del testo), liberando l’elemento fantastico-emotivo e la carica anarchica e rigorosa degli attori, sia lavorando su alcune scene integrali del testo, non cambiandone una virgola. Due modalità diverse dunque, ma con una stessa condizione interiore.
Ci interessa non la dimensione psicologica dei personaggi, ma il loro senso esistenziale, la loro crisi, il loro destino (compreso già nella condizione esistenziale), la loro portata tragicomica.
Ci interessa più comprendere che interpretare.
Nota a margine :
Blind Willie Johnson non è la marca di un dentrificio per ciechi: lui è stato un bluesman nero americano degli anni ’20, fu accecato dalla seconda moglie di suo padre a quattro anni per vendetta, era un genio, suonava la chitarra con un coltello come slide per le strade per vivere, lui prese la polmonite, ma nessun ospedale prese lui perché negro e morì così.
Una sua canzone, “Dark was the night, cold was the ground” è stata spedita nello spazio come testimonianza della civiltà umana.


Sabato 9 giugno alle ore 21 e 30 serata di musica con Dimitri Grechi Espinoza ed i musicisti della sua associazione: Axé (Beppe Scardino, Gabrio Baldacci, Pee Wee Durante e Marco Fontana), gruppo di musicisti con un Manifesto Artistico ben preciso che vedono l’Africa come riferimento centrale per la propria esistenza e vita artistica.
La serata s’intitola "Blues". Ingresso 5 euro.
Dimitri Grechi Espinoza - Minor Turbation mp3
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