July 4, 2008
C’è tutto un mondo intorno…
July 2, 2008
domenica 6 luglio al teatrofficina

CIAO GIULIA parla di relazioni tra donne, di ricerche identitarie e della Storia delle donne.
Un lavoro nato dall’incontro e dalla discussione con molte donne che hanno sperimentato e scelto modalità di esistenza diverse da quelle maggiormente conosciute; raccoglie frammenti di infanzie e adolescenze, narra di tempi andati e di avventure, con l’intenzione di tessere, attraverso un immaginario filo di eventi, sequenze di domande alle quali ognuna/o di noi potrà, se vorrà, rispondere secondo la personale esperienza.
In un dialogo a volte silenzioso altre volte rivolto simbolicamente ad una serie di ‘immagini’ interne, verranno narrate le loro ‘versioni dei fatti’ delle loro scelte identitarie, che non vogliono certo essere esaustive ma che vogliono invece suggerire forse un’altra strada di consapevolezza, una loro idea su certi stereotipi che ci condizionano, anche dal nostro interno.
L’azione prende ispirazione da una storia personale per agganciarsi ad una storia più vasta, la storia delle donne, scritta in minima parte e che in buona parte non ha ancora visto la luce.
Una storia necessaria ad ognuna/o di noi, per i nostri quotidiani cammini di consapevolezza con cui segniamo una personale idea/visione del mondo.
CIAO GIULIA - Domenica 6 luglio 2008 - ore 21,30 - teatrofficina refugio, scali del refugio, 8 livorno - posto unico 5 euro
June 26, 2008
Malasemenza in prospettiva

June 22, 2008
spiegarci tag a tag
June 18, 2008
Tutto in creative commons ragazzi!
Cliccando sull’immagine arriverete al link zippato con tutti i pezzi del Disco Refugio - Re.di.vivi #0 - numero zero. In più i due file in pdf con la copertina da scaricare e stampare. Di più non si può fare. Credo. Se scaricate il file zippato fateci un regalo: lasciate un commento sul blog, noi ne saremmo felici. Buon ascolto.
June 10, 2008
piet mondrian il duo in concerto domenica prossima
June 6, 2008
Camaleonte l’essere cangiante - una performance pittorica

Il nome camaleonte viene dal greco e significa "leone di terra" (da chamai e leon).Il Camaleonte è contraddistinto da numerosi elementi peculiari. Primo fra tutti è la capacità di mutare colore adattandosi a quello dell’ambiente circostante, capacità non illimitata poiché si riduce a pochi colori.Possiede una lunga lingua retrattile ed appiccicosa con cui cattura gli insetti ed ha grandi occhi, che possono ruotare e mettere a fuoco un oggetto, l’uno indipendentemente dall’altro. Quando punta una preda, il camaleonte rivolge verso essa entrambi gli occhi, recuperando la visione stereoscopica e quindi la percezione della profondità.
Francesco Cinelli,pittore, scenografo e performer vive e lavora a Fucecchio ed il progetto Camaleonte è collocato all’interno di questa sua ricerca artistica. L’azione performativa verrà realizzata con la collaborazione di Patricia Helena Soso, attrice e danzatrice che vive e lavora a Porto Alegre in Brasile, e Marianna Rosati.
La riflessione alla base della performance riguarda i concetti di "realtà" e "verità".
La prima viene intesa come l’espressione della natura profonda e l’essenza dell’anima di un oggetto e non l’immagine puramente mimetica degli ultimi.
La seconda viene intesa come come l’azione che restituisce visivamente la complessità di un oggetto.
L’idea dell’artista è di parlare, in modo semplice e diretto, di se stesso attraverso il filtro di un corpo e di uno spazio.
Una performance particolare da vedere con occhio attento per scoprire le varie mutazioni e traslazioni visive.
Per approfondire:
Francesco Cinelli
Il sito italiano sul Camaleonte
Camaleonte di Francesco Cinelli, con Patricia Helena Soso e Marianna Rosati.
Domenica 8 giugno - Teatrofficina Refugio, Scali del Refugio, 8 Livorno - Ore 21,30 - Posto unico 5 euro
June 4, 2008
Stasera e domani: Re.di.vivi numero tre Filippo Gatti avec Bobo Rondelli
…sono nato a roma il 25 settembre (I was born in rome the 25th of september) nel 1970 ( in 1970 ) e sono ancora convinto ( and I still believe) che fare dischi ( making records) abbia senso ( to be worthwhile)…. oggi… sono concentrato sul missaggio del nuovo album…le mie orecchie gelosamente custodite in una teca di cristallo insieme al cuore… ringrazio chi mi invia una richiesta di amicizia ma ci tengo a dire che difficilmente in questi giorni posso ascoltare veramente… messaggi e commenti sono benvenuti e mi rendono felice, generalmente riesco a rispondere… grazie ancora per l’attenzione per chi è ,per ora, un po disattento…
filippo
Filippo Gatti nasce il 25 Settembre 1970 a Roma. Studia filosofia e linguistica. Tra il 1990 e il 1992 vive a Edinburgo dove inizia la sua attività di musicista e completa la sua prima raccolta di poesie, ancora orgogliosamente tenuta inedita. Tra il 1992 e il 1994 sperimenta l’incontro tra musica e poesia con un gruppo, "La compagnia degli statici". Nel 1994 fonda un gruppo rock sempre con l’idea dell’incontro tra poesia e musica popolare contemporanea: gli "Elettrojoyce". Pubblica con il gruppo tre album; il primo nel 1996 ("Elettrojoyce" – Ubik Musik) poi nel 1998 ("Elettrojoyce" (2°) – Epic Sony) e nel 2000 l’ultimo lavoro con questo nome ("Illumina" – Epic Eony). Nella enciclopedia della musica pop (Baldini & Castoldi) Elettrojoyce viene definito "una delle cose più significative del panorama musicale italiano". Chiudendo idealmente una quadrilogia ispirata alle quattro nobili verità della filosofia buddista, nel 2003 Gatti è pronto per il primo album a proprio nome, che rappresenta la chiusura e l’inizio di un ciclo ("Tutto sta per cambiare" - Epic Sony). Un disco di ricerca sulla canzone d’autore italiana da un punto di vista nuovo e minimalista. Oggi sono in lavorazione un album di canzoni dal titolo "Viaggio sentimentale", prodotto dall’amico Riccardo Sinigallia, e un album ancora di incontro con la poesia insieme alla poetessa Elisa Biagini dal titolo "Fiato!" entrambi previsti per il 2008.
Roberto "Bobo" Rondelli nasce il 18 marzo 1963 a Livorno, dove attualmente vive. È il portavoce ufficiale della città toscana, le sue canzoni descrivono minuziosamente il senso della livornesità.
Nel 1992 decide di mettere in musica i suoi brani e forma quindi un gruppo proprio: gli Ottavo Padiglione. La scelta del nome è particolare, poiché l’ottavo padiglione dell’ospedale della città di Livorno è proprio quello adibito al reparto di psichiatria.
La notorietà del piccolo gruppo cresce, prima all’interno della Toscana, poi la voce passa al di là dei confini della regione ed il gruppo inizia così a farsi conoscere.
Nel 1993, grazie all’incontro di Bobo con Alberto Pirelli, produttore del noto gruppo Litfiba, la EMI Music produce il primo album dell’Ottavo Padiglione: 30.000 copie del CD vengono vendute, la soddisfazione da parte dei ragazzi è tanta ed altrettanta è la voglia di crescere. Il titolo del disco è proprio "Ottavo Padiglione", questo album contiene uno dei singoli più noti del gruppo: "Ho picchiato la testa", ed altre tracce che con le loro note, hanno segnato la storia del gruppo nella città livornese.
Al primo successo, ne sussegue subito un altro: nel 1995 la Universal Music produce "Fuori Posto", i toni pungenti lo caratterizzano. Anche qui le note dipingono a tratti, squarci della città d’origine del gruppo, in chiave ironica e sprezzante.
Nel 1999 esce "Onda Raggae" (EDEL). Un cambiamento di stile: gli Ottavo Padiglione affiancandosi a Dennis Bovell, noto personaggio della produzione reggae, producono questo album sulle sonorità reggae appunto, senza dimenticare le origini. Da qui l’estratto "Hawaii da Shangai", istantanea di un tipico quartiere livornese.
Etichetta indipendente, l’Arroyo, e carta bianca per Bobo: nasce così nel 2001 "Figlio Del Nulla", che non riscuote però lo stesso successo dei precedenti, in collaborazione con Amek Ferrari, e per Bobo ha inizio la carriera da solista.
Subito dopo, nel 2002, è la volta dell’album "Disperati, Intellettuali, Ubriaconi". L’album è interamente prodotto ed arrangiato da Stefano Bollani, astro nascente del jazz mondiale, pianista di talento e dotato di un’incredibile capacità di intuizioni musicali nonché di un’impressionante versatilità negli arrangiamenti, pluripremiato, nonostante la giovane età, dall’Europa al Giappone e costantemente in concerto in giro per il mondo. Per la critica specializzata si tratta di un autentico successo.
Moltissimi giornali recensiscono il successo: Corriere della Sera, La Repubblica, La Nazione, Il Tirreno, Il Giornale, persino riviste non specializzate come Sette, Il Venerdì o Ulisse 2000 (house organ di Alitalia), fino a riviste specializzate come Jam, AFDigitale, Jazz, Rockstar, Il Mucchio Selvaggio, L’Isola Che Non C’era e tante altre.
Bobo viene invitato alle edizioni di quell’anno sia del Premio Tenco che del Premio Ciampi (grazie alla presenza all’interno del disco di due cover dei due grandi autori, "Un giorno dopo l’altro" di Tenco e "Io, Te e Maria" di Ciampi)e proprio a Livorno Stefano Bollani vince il premio Ciampi per il miglior arrangiamento.
Nel 2003 esce "Ultima follia best a bestia", una raccolta con le canzoni più famose del gruppo prese da tutti i CD che lo stesso ha fatto.
Bobo Rondelli è un personaggio eclettico. Per la regista Roberta Torre, scrive insieme a Pacifico le musiche del film, "Sud Side Story". In seguito all’incontro, la regista stessa lo investe del ruolo di protagonista del musical; distinto il riscontro al Festival di Venezia, riceverà infatti premi al Festival di Berlino. La prima apparizione del Rondelli sulla pellicola si ha in "Ett Paradis utan biljard" ("Un paradiso senza biliardo"), produzione italo svedese diretta da Carlo Barsotti, accanto all’amico Paolo Migone. Affianca Alessandro Paci nel film "Andata e Ritorno" (Cecchi Gori-Medusa), di cui realizza anche la colonna sonora e ne "La Brutta Copia" di Ceccherini in prossima uscita sempre per Cecchi Gori.
Bobo Rondelli è difficilmente rappresentabile tra le righe di una biografia, probabilmente la semplice scansione temporale degli eventi non riesce a rendere l’idea del suo strano carattere, sempre a metà tra il socievole e il diffidente, sicuramente sempre puro, tendente a schivare riconoscimenti e tributi formali o accademici, ma pur sempre malato di quel sano egocentrismo da mattatore, germe che non gli dà mai pace, specialmente quando, in un teatro come in un’osteria, sente attorno a sé la gente giusta, come ama chiamarla lui.
June 3, 2008
Re.di..vivi numero due - Carneigra
Nella prima metà del 2007 i Carnèigra hanno registrato il secondo album Santinsaldo. Il disco è stato registrato e mixato da Antonio Castiello. Continua la collaborazione per quanto riguarda la grafica con il maestro Bellandi e anche quella con altri musicisti che hanno suonato nel disco. Tradizione cantautorale italiana e musica popolare mediterranea con qualche punta di rock danno un’impronta fondamentale al suono. Mantenendo la stessa attenzione alle parole il secondo disco ha avuto, musicalmente, un processo di elaborazione più complesso del primo, esplicitando in modo più deciso l’anima dei Carneigra, riflessiva e ballerina e sempre più ironica.
Santinsaldo è un disco di musica cantautoriale.
Ma se dobbiamo trovare una pecca in questa definizione, potremmo dire che la musica d’autore in Italia è quasi morta o là dove vive, ha il difetto di prendersi troppo sul serio. I Carneigra sono coscienti di non essere il gruppo rivelazione del momento, sin dalla prima traccia: “….niente più resterà di noi…”, sia da un punto di vista artistico, sia nella vita reale. Ma è comunque una voce. Una voce che rimane attaccata alla propria tradizione, toscana e labronica, alla propria ironia. Essere cantautori oggi significa faticare per mantenre un’analisi lucida dello stato di cose.Essere cantautori labronici significa, in più, leggere con ironia questo stato di cose.
E’ qui che l’Italia diventa: ”La nave” e il destino del suo equipaggio è il destino degli italiani, tutti.
E’ qui che il “problema” dei migranti dà luogo a linguaggi e culture mescolate che con difficoltà si riescono a capire (“NSS”). E’ un disco che non ha distribuzione, è una totale autoproduzione, insomma, commercialmente parlando, non ha niente di buono. Ma è un disco che ha molta attenzione per i poeti e per la poesia, non nella eccezione più alta e intellettuale del termine, ma nella loro capacità di cogliere e descrivere sapientemente l’attimo, insomma nella eccezione più popolare.Ecco che Giorgio Caproni si ritrova accanto a Ungaretti “quando hai segreti notte ha pietà” e a Pablo Neruda in versione roccheggiante.. “Explico algunas cosas”. Ma c’è anche la memoria “12/08/1944” la strage di S. Anna di Stazzema che non può essere dimenticata.
Insomma sono Santinsaldo, in un’era in cui la religione e i conflitti da essa generati governano il mondo, la cieca coscienza degli uomini, la vita quotidiana.
Questa è la nostra musica popolare, la nostra musica cantautoriale, la nostra musica, altro non potrebbe essere se non una riflessione, attenta, più lucida possibile, sull’anima umana e sulle sue vicende.
June 2, 2008
Stasera Re.Di.Vivi numero uno - Dimitri Grechi Espinoza




































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